Agli inizi di ottobre il primo ministro islandese Geir Haarde ha dichiarato di voler difendere prima di tutto gli interessi dell’Islanda: secondo Haarde le banche, quali istituti di credito privati, avevano contratto debiti che era impensabile fossero sanati con il denaro pubblico.

Ne consegue che i tanti cittadini stranieri, soprattutto britannici, che avevano depositato il loro denaro presso le banche islandesi non sarebbero stati tutelati. In effetti una legge d’emergenza approvata ad hoc ha permesso al governo islandese di confiscare banche e imprese finanziarie e di procedere tutelando gli interessi dell’Islanda anche a scapito delle banche stesse.

Così l’8 ottobre il governo del Regno Unito, nel tentativo di proteggere i cittadini e le tante istituzioni britanniche che avevano stipulato contratti con le banche islandesi, ha congelato i fondi nell’unico modo possibile: ricorrendo alla legge anti-terrorismo del 2001, varata a suo tempo per bloccare le azioni di Al Qaeda e di altre organizzazioni terroristiche internazionali.

La decisione ha provocato una grave crisi diplomatica tra l’Islanda e il Regno Unito. I cittadini protestano per le strade e hanno aperto un sito apposito, indefence.is, in nove lingue, dove si raccolgono firme contro la decisione del governo britannico. Secondo gli islandesi la manovra britannica ha solo peggiorato le cose:

  • tacciando l’Islanda di terrorismo, ha danneggiato gli interessi islandesi in tutto il mondo
  • ha diminuito il valore dei beni che avrebbero potuto essere utilizzati a rimborsare anche i creditori britannici.
  • ha danneggiato il mercato del pesce, rivolto soprattutto al Regno Unito, bloccando i pagamenti verso l’Islanda

In definitiva rischia di mandare veramente l’Islanda in bancarotta togliendole le uniche entrate di valuta straniera. Le autorità britanniche si sono difese affermando che la decisione di sfruttare la legge antiterrorismo sia successiva alla dichiarazione del governo islandese di non voler sanare i debiti.

Le autorità islandesi, però, hanno smentito di aver mai dichiarato qualcosa di simile e hanno affermato di essere state fraintese. Notizie dell’ultim’ora rivelerebbero però che la crisi è in via di risoluzione e la Gran Bretagna sarebbe pronta ad aiutare finanziariamente l’Islanda con l’intento di salvare i propri investitori.

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