A causa della grave crisi dell’economia, l’Islanda si è vista costretta a chiedere aiuti finanziari all’estero.

La prima a rispondere è stata la Russia con 4 miliardi di euro. Non si conoscono I dettagli dell’accordo, ma ovviamente, essendo l’Islanda membro della NATO, la contropartita dovrà essere alta, si parla anche della possibile installazione di una base militare sull’isola.

Ha fatto seguito il Fondo Monetario Internazionale con una somma che si aggira intorno ai due miliardi di euro, di cui una parte cospicua subito disponibile e il resto differito in 8 rate.

Anche le piccole Isole Faer Oer, legate all’Islanda da vincoli speciali, hanno voluto contribuire con un finanziamento di 40 milioni di euro, mentre Finlandia, Svezia, Norvegia e Danimarca hanno deciso di prestare 1,98 miliardi di euro.

La Gran Bretagna, dopo la decisione di ricorrere alla legge anti-terrorismo, sembra decisa a scongelare i fondi e a riconciliarsi col paese dei ghiacci, avanzando anche da parte sua la possibilità di un prestito.

Lo stesso Ministro delle finanze Martti Hetemaki ha confermato la notizia parlando di 5 miliardi stanziati da Germania, Regno Unito e Paesi Bassi e vincolati al pagamento dei correntisti esteri.

Mentre dunque gli aiuti del FMI e degli altri paesi serviranno per soccorrere l’economia islandese, questi 5 miliardi saranno destinati a salvare gli investimenti dei cittadini tedeschi, britannici e olandesi.

Nello specifico l’Olanda presterà 1,3 miliardi di euro, il regno Unito dovrebbe stanziare una somma variabile dai 2 ai 3 miliardi, mentre la Germania dovrebbe coprire il resto. L’obiettivo finale è la stabilizzazione della Krona islandese.

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