Dopo alcuni aver dato alcuni modesti segnali di attività alla fine del mese di marzo, il 14 aprile 2010, nelle prime ore del mattino, il vulcano Katla si è risvegliato.

Situato sotto il ghiacciaio Eyjafjallajokull, a sud ovest dell’Islanda, Katla ha interrotto il lungo periodo di latenza, risalente al 1823, e ha iniziato ad eruttare costringendo tutta l’Europa settentrionale a prendere misure precauzionali.

Nel territorio circostante si sono verificate scosse sismiche e inondazioni che hanno costretto il governo islandese ad evacuare un migliaio di persone. La faglia vulcanica, lunga 800 metri, mostra un evento spettacolare quanto terrificante: lunghe lingue di fuoco fuoriescono dalla spaccatura innalzandosi al di sopra della distesa innevata dell’Eyjafjallajokull.

Fortunatamente la situazione è sotto controllo e nonostante la grande paura non si registrano danni rilevanti. La Route 1, colpita dall’inondazione, è stata spaccata in tre punti per permettere il defluire delle acque e salvare il ponte Markarfljots, ma si pensa che il picco sia già stato raggiunto.

Desta più preoccupazione la nube di cenere sprigionata dal cratere, composta probabilmente anche da gas tossici. Le autorità islandesi hanno raccomandato a tutta la popolazione dell’isola l’uso di maschere anti-gas e in ogni caso sconsigliano vivamente di uscire di casa .

Tutti i voli riguardanti il Nord Europa e i collegamenti con gli Stati Uniti sono sospesi. Le ceneri infatti impediscono la visibilità e possono danneggiare i motori. La situazione di caos aereo potrebbe protrarsi per alcuni giorni e molti viaggiatori hanno già preso d’assalto le linee ferroviarie che collegano Francia e Gran Bretagna.

Un altro vulcano che preoccupa i geologi è l’Hekla, sempre nel sud dell’isola. la sua ultima eruzione circa 10 anni fa fu molto più violenta e ci si aspetta a breve un nuovo risveglio.

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