Dopo la sostanziale tenuta dell’euro di fronte alla crisi finanziaria, da Gran Bretagna, Svezia, Norvegia e Islanda, paesi da sempre scettici in merito alla validità del sistema europeo, si rafforzano le voci che spingono per entrare nell’eurozona. In Islanda molti parlano ormai di ingresso nell’Unione e la richiesta potrebbe arrivare proprio in questi giorni.

L’11 dicembre scorso Olli Rehn, commissario per l’Allargamento dell’U.E., ha dato il via libera per la candidatura dell’Islanda nel 2009 e il processo di adesione del Paese nordico potrebbe iniziare già in questi primi mesi.

Sempre il mese scorso Thorgerdur Katrin Gunnarsdottir, ministro dell’educazione e della cultura islandese, in un’intervista ha affermato che l’ingresso nell’U.E. rimane l’unica via percorribile dall’Islanda per salvarsi dalla crisi economica.

Pertanto il suo partito, l’Sj (Sjálfstæðisflokkurinn – Partito dell’indipendenza), da sempre contrario a questa prospettiva, approverà la richiesta anche se ciò significherà accettare le norme europee sulla pesca, contrarie agli interessi del Paese.

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