Impossibile prevedere a lungo termine le eruzioni dei vulcani, ma conoscerli meglio e capire la portata di esplosioni imminenti può certo aiutare a convivere meglio con queste forze della natura. È così che ll’interno del progetto Futur Volc, coordinato da Freysteinn Sigmundsson, si ritrovano a collaborare con i colleghi islandesi anche i ricercatori italiani dell’Università di Firenze.

L’Islanda ha 35 vulcani attivi ed è il luogo ideale per studiare questi fenomeni al fine di prevenire i rischi.

Il team italiano ha installato in Islanda un dispositivo ad infrasuoni, il primo di quattro che entro la fine dell’anno saranno dislocati in tutta l’isola. I dati raccolti, trasmessi a Firenze e Reykjavik, comparati con i risultati delle mappe sismiche e della rete GPS già in uso, dovrebbero aiutare a capire l’entità dell’emissione di magma e ceneri e a ideare un piano per contenerene gli effetti.

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