L’Islanda è un’isola piuttosto recente, nata 17 milioni di anni fa. Il primo europeo a darne notizia fu il greco Pitea, che la scorse nel 330 a.C. durante un suo viaggio a nord della Gran Bretagna e la chiamò Ultima Thule.

Per molto tempo comunque, il clima aspro, il mare spesso ghiacciato e molte terribili leggende la resero poco appetibile ai colonizzatori europei. Solo nel VI secolo d.C. San Brendano, monaco irlandese, vi fece tappa prima di ripartire per un viaggio di esplorazione verso ovest.

Nei secoli successivi alcuni monaci irlandesi, che erano soliti spostarsi sulle isole Fær Øer per condurre vita da eremiti, presero l’abitudine di stanziarsi anche in Islanda, costruendo insediamenti monastici fin dall’ VIII secolo.

La prima testimonianza scritta del loro arrivo sull’isola è databile all’825 quando il monaco irlandese Dicuil parla di una terra dove in inverno non sorge mai il sole e in estate la luce è sempre presente. Allo stesso secolo risalgono i primi insediamenti degli scandinavi, che costrinsero i monaci, in cerca di solitudine, a fuggire.

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