Dopo la formale richiesta dell’Islanda di entrare nell’Unione Europea, i tempi previsti per i negoziati sono piuttosto brevi, anche se l’Islanda non usufruirà di nessuna corsia preferenziale. Il fatto è che l’Islanda condivide da anni l’insieme dei valori e delle regole comuni a tutti gli Stati U.E.

Il Paese, infatti, ha iniziato l’avvicinamento all’Europa quarant’anni fa con l’adesione all’Efta (European Free Trade Association) e fa già parte dello Spazio economico europeo (Sse), dal 1994 è inclusa all’Area economica europea (Eea).

Partecipa inoltre agli accordi di Schengen dal 1996, in quanto membro dell’Unione nordica e applica già quasi tre quarti delle direttive europee, condividendo i principi base su cui è fondata l’Unione.

Ha infine un sistema di governo e una società democratica e a Bruxelles da tempo si sostiene che la procedura non dovrebbe essere particolarmente laboriosa. Il Ministro degli affari esteri Skarphedinsson ha ben chiari gli ostacoli relativi alla pesca e all’agricoltura, ma spera nell’ingresso nell’Unione entro tre anni.

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.