Jökulhlaup in islandese significa corsa del ghiacciaio. Si tratta di inondazioni dovute a un’eruzione subglaciale e al violento riversarsi dell’acqua in seguito a brusco svuotamento del lago glaciale.

È la versione islandese dell’indonesiano Lahar, termine che significa appunto colata fangosa di origine vulcanica. Uno dei più imponenti jökulhlaup si ebbe il 29 settembre del 1996, quando Grímsvötn, vulcano posto sotto al ghiacciaio Vatnajokull, si attivò.

L’eruzione provocò uno scioglimento a quota 600 m, in concomitanza di una spaccatura lunga 3,5 km e larga 550m.Il lagoglaciale formatosi nella caldera raggiunse i 3km³ di volume. Il 5 novembre 1996, alle 8.30, un violento jökulhlaup si abbattè sulla pianura di Skeidarár.

Il fiume Skeidará aumentò la sua portata di 100 volte nell’arco di 2 ore, trasportando blocchi di ghiaccio alti anche 15 m. Dopo 52 ore di piena, tra il 7 e l’8 novembre, il fenomeno si concluse. Tutto il ghiaccio si era sciolto.

La portata del Jökulhlaup è stata di 53000 m³/s e un’onda alta da tre a cinque m si è riversata nella pianura facendo traboccare il fiume per una larghezza di 50 km. La valanga di fango, che trasportava 100 milioni di tonnellate di materiali vulcanici, ha lasciato una scia di 15 km sul fondale dell’oceano atlantico.

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