Il 21 maggio 2011, dopo 14 mesi dall’eruzione dell’Eyjafjallajokull, si è svegliato il vulcano Grímsvötn, il più grande dell’Islanda. Situato a sud – est dell’isola, coperto dal Vatnajokull, la terza calotta glaciale al mondo per estensione dopo l’Antartico e la Groenlandia, il vulcano ha ripreso l’attività dopo 7 anni di riposo.

L’eruzione il cui pennacchio si è elevato fino a 20 km, ha dato pochissimo preavviso ed è stata seguita da scosse sismiche, alcune di magnitudo 3,7.

Da subito l’Ente islandese di aviazione ha chiuso lo spazio aereo circostante per un raggio di 220 km, imponendo lo stop a tutti i voli da e per Keflavik, l’aeroporto internazionale islandese.Tutta l’Europa ha seguito con preoccupazione questa nuova eruzione, temendo i disagi provocati dall’Eyjafjallajokull lo scorso anno.

La nube di ceneri inizialmente sembrava spostarsi in direzione nord est, facendo ben sperare, ma ha poi modificato il suo corso ed ha interessato il nord Europa, soprattutto Scozia e Scandinavia, dove sono stati broccati numerosi voli.

Fortunatamente nella mattinata del 26 maggio, una colonna di fumo ha segnato la fine dell’eruzione e i collegamenti aerei sono stati subito ripristinati.

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