Storia d'Islanda

L'Islanda ha una storia relativamente recente, sia dal punto di vista morfologico e geologico, sia dal punto di vista umano. Le prime testimonianze della sua scoperta da parte degli europei risalgono nel 330 a.C., ma solo nel VI secolo viene utilizzata prima come tappa per viaggi di esplorazione, poi come meta per eremiti in cerca di solitudine, infine come colonia di scandinavi in fuga dalla propria patria o in cerca di avventura.

Proprio dagli scandinavi gli islandesi discendono, anche se fu chiaro fin dall'inizio che i coloni avrebbero costituito un popolo a sé, fiero della propria indipendenza e governato dal primo parlamento democratico in Europa. Lacerati per secoli da faide interne, oppressi dal dominio straniero, gli islandesi seppero mantenere una forte identità nazionale, fino a risorgere come popolo indipendente nel 1944.

navi islandesi - ph by Paolo B.

Avamposto USA nella guerra fredda

Le truppe americane che si erano stanziate in Islanda durante la seconda guerra mondiale si ritirarono nel 1946, ma mantennero una base a Keflavík nell'eventualità di una nuova guerra.

Eric il Rosso e Leif il Fortunato

Eiríkur hinn Rauði, Eric il Rosso, era uno dei vichinghi giunti per primi in Islanda. Esiliato anche da questo paese, egli partì con 500 uomini e intraprese un viaggio verso ovest. Nell'897 sbarcò in Groenlandia e vi fondò il primo stanziamento europeo.

Leif Erikson - Ph di Paolo Berta

Gli scandinavi scoprono l'Islanda

Tra la fine del IX secolo e i primi anni del successivo giunsero dalla Norvegia i primi colonizzatori scandinavi. Si trattava soprattutto di famiglie di contadini, pastori, artigiani e mercanti fuggite molti anni prima dal dispotismo dei sovrani di Norvegia.

iscrizione sulla statua di Leif Erikson - Ph di Paolo B.

I primi stanziamenti scandinavi

Garðar Svavarsson giunse in Islanda seguendo le indicazioni dello svedese Naddodur, la circumnavigò e vi passò l'inverno. Fu lui a fondare il primo stanziamento a Husavik: a primavera ripartì ma lasciò a terra alcuni suoi servi che divennero i primi coloni islandesi.

I primordi della storia d'Islanda

L'Islanda è un'isola piuttosto recente, nata 17 milioni di anni fa. Il primo europeo a darne notizia fu il greco Pitea, che la scorse nel 330 a.C. durante un suo viaggio a nord della Gran Bretagna e la chiamò Ultima Thule.

Il risveglio dopo l'anno 1000

A partire dall'XI secolo, il governo democratico dell'Islanda prese forza, l'economia si sviluppò e gli abitanti dell'isola iniziarono a sentirsi parte di un unico popolo. La riunione annuale dell'Alþing, divenne il fulcro della vita sociale di tutta l'isola.

dettaglio del monumento alla fondazione di Reykjavik - ph Paolo B.

Ingólfur Arnarson, il primo islandese

I primi stanziamenti di navigatori scandinavi in Islanda sembrano più tentativi senza grande seguito che veri e propri progetti di colonizzazione. Solo nell'871, con l'arrivo di Ingólfur Arnarson, si può parlare di un insediamento duraturo. Egli era un valoroso guerriero vichingo in fuga dalla tirannia di Haraldr Haarfager (Araldo Bellachioma), tiranno in Norvegia.

L' Alþing, il parlamento islandese

L'Alþing ( assemblea nazionale) nacque all'inizio del X secolo con compiti legislativi e giudiziari. Il figlio di Ingólfur, Þorsteinn Ingólfsson, tenne la prima assemblea presso Reykjavík. In seguito gli islandesi cercarono un luogo più idoneo e lo individuarono nella piana di Bláskógar, chiamata da allora Þingvellir, Pianura dell'assemblea.

L'epoca degli Sturlunghi

In Islanda, nei primi anni del XIII secolo, la corruzione e le lotte di potere minarono l'autorità dell'Alþing. L'isola fu insanguinata da sanguinose e violente faide tra le famiglie più potenti.

Gruppi armati appartenenti alle diverse fazioni seminavano ovunque terrore, saccheggiando e razziando le fattorie. È questo un buio periodo di anarchia noto come Epoca degli Sturlunghi.

L'era delle saghe islandesi

Tra il 1100 e il 1200 fiorì in Islanda la letteratura legata alle Saghe, racconti epici legati alle origini del popolo islandese. Queste opere hanno per tema lotte familiari, amori contrastati, gesta di personaggi eroici e tragici.

L'isolotto di Kolbeinsey

Tenendo presenti le proprie necessità economiche, da anni l'Islanda rivendica il possesso dell'isolotto di Kolbeinsey, situato nel Mar Glaciale Artico a 100 km di distanza a nord dell'isola.

La dominazione danese

Nel 1397, la Norvegia cedette l'Islanda alla Danimarca, che detenne il potere sull'isola fino alla proclamazione d'indipendenza nel 1944. I danesi si impossessarono dei beni ecclesiastici e nel 1550 imposero la religione luterana.

La dominazione norvegese

La Norvegia, dopo aver esteso il suo potere all'Islanda, affidò gli incarichi di maggiore autorità, compresi i due vescovadi, a uomini di fiducia. L'isola venne considerata una colonia alla quale attingere denaro e risorse, più che un territorio da sviluppare.

La nascita della Repubblica d'Islanda

Allo scoppiare della seconda guerra mondiale, l'Islanda si dichiarò neutrale nel tentativo di proteggere i commerci sia con il Regno Unito sia con la Germania.

La regressione demografica

Subissata dalle tasse imposte dalla Norvegia, nei secoli XIII e XIV l'Islanda venne anche colpita da catastrofi naturali e subì un forte calo demografico. L'isola fu sconvolta da tre eruzioni del vulcano Hekla, che ricoprirono di lava e ceneri un terzo del paese.

Le dispute religiose

Attorno all'anno 1000, la popolazione in Islanda era divisa tra due religioni: l'antica religione politeista dei primi colonizzatori scandinavi e la nuova religione cristiana. Di fronte alle prime discordie, fu l'Alþing a prendere le redini della situazione.

Pescatori islandesi - f.to M. Conforti

Le guerre del merluzzo

Nella seconda metà del '900 l'Islanda combattè le cosiddette “guerre del merluzzo”, per definire il predominio sulle acque pescose del nord Atlantico. Da sempre la pesca è stata la prima fonte di reddito dell'isola e per questo motivo le acque territoriali sono state difese coi denti ogni volta fosse necessario.

edificio vikingo

Le prime organizzazioni politiche e sociali

Dall'arrivo di Ingólfur Arnarson, il numero di coloni in Islanda iniziò a crescere notevolmente. Inizialmente gli accordi fra i vari proprietari terrieri, divenuti signori di intere regioni, avvenivano a livello territoriale.

Snorri Sturluson

Snorri Sturluson fu un valoroso condottiero, ma è più conosciuto come il maggior poeta della storia d'Islanda. Egli nacque nell'Islanda del nord, ricevette un'adeguata istruzione presso il centro religioso di Oddi, vicino a Hella, e in seguito si sposò con la figlia di un ricco proprietario della zona di Borgarnes.

Verso la conquista dell'indipendenza

Nel 1800 si diffuse sempre più in Islanda, come nel resto d'Europa, un forte sentimento di nazionalismo. Il fautore più importante di questi ideali nazional-patriottici fu Jón Sigurðsson, uomo di grande spessore che nel 1855 riuscì a far approvare una legge che ristabiliva il libero commercio.