Viaggiando da est a ovest attraverso Modrudalur, sembra un miraggio quando, poco prima di imboccare nuovamente la n.1, compare la fattoria in torba che dall’altopiano prende appunto il nome.

La struttura delle abitazioni è in legno, ma le pareti esterne sono rivestite di piastrelle di torba larghe una cinquantina di cm, impilate l’una sull’altra lasciando spazio solo per l’apertura di porte e finestre.

Anche il tetto è ricoperto di torba e il tutto sembra essersi prodotto direttamente dal sottosuolo, dato che muschi e erbe rocoprono gli edifici mimetizzandoli coi prati circostanti.

L’ingresso della struttura principale, adibita a bar, è sostenuto da travi in legno ed è tutto uno stillare d’acqua: spesso infatti, per compattare la torba, è necessario bagnare le piastrelle. All’interno un caldo buono e il profumo dei dolci accoglie i turisti giunti dal vicino deserto.

Dalle finestre si scorge l’insolito distributore di carburante posto dirimpetto. Per riparare gasolio e benzina dal gelo, anche serbatoio e pompe di erogazione sono stati inseriti in un edificio di legno e torba!

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