Iceland bike tour 2011

Quello che volevo fare, era affrontare un lungo viaggio in sintonia con la natura con un mezzo abbastanza veloce, ecologico e che non disturbasse i miei pensieri durante la marcia. gabriele-saluci-e-la-sua-biciUna volta terminato il viaggio, inoltre, avrei voluto provare l’appagante sensazione che si ha dopo il compimento di un’impresa eccezionale… Quale altro mezzo era più adatto di una bicicletta?

Dovevo scegliere solo la meta: la lista delle destinazioni spaziava da Capo Nord al Marocco, dall’America all’Asia e, nonostante fossi stato attratto da ogni parte del pianeta, col tempo il viaggio s’è indirizzato verso un paese unico e speciale: l’Islanda.

In Islanda è presente un concentrato di natura talmente imponente difficilmente trovabile altrove; la mia voglia di viaggi si sarebbe placata almeno per qualche giorno dopo il rientro.
Sono solo 200.000 le persone che popolano una terra grande 1/3 dell’Italia( 3 ab./km² contro oltre i 200 per km² dell’Italia), e sono tutti concentrati in poche zone.
Geyser in piena attività, fumarole e vulcani fanno capolino ogni volta che si scavalca l’orizzonte; ci sono laghi dai colori talmente incredibili che si potrebbe pensare di essere entrati per sbaglio in Photoshop.

Se vi dico che mi chiamo Gabriele Saluci, sicuramente non vi viene in mente nulla; ma se vi dico invece di essere io quello che partirà per l’Islanda, in sella a una bici, capirete che tipo di persona sia…
Studio ingegneria e ho vent’anni; credo fermamente che viaggiare sia sinonimo di vita. Quando si viaggia si torna alle origini, si concede per un attimo al proprio essere di manifestarsi: c’è chi va alle Maldive, chi in uno chalet in montagna e chi si arena in una qualche spiaggia vicino casa, io invece, vado in Islanda in bicicletta.

L’itinerario

Il viaggio, per come si prospettava, era abbastanza interessante: girare l’Islanda in bicicletta era una bella sfida, tuttavia partire e attraversare diversi paesi prima di arrivare a destinazione mi avrebbe dato l’opportunità di conoscere meglio l’Islanda. Sarebbe stato utile avere l’opportunità di capire veramente le differenze tra i vari paesi attraversati e farne un razionale confronto.

Così, su due piedi, prenotai il biglietto d’andata con partenza da Berlino, per poter attraversare l’Italia, la Svizzera, l’Austria e la Germania. Per il ritorno, invece, prenotai il volo Reykjavik- Francoforte per poter vedere la Germania, la Francia e quindi tornare in patria.
Il viaggio sarà tutto in sella alla bicicletta. Non sono state programmate le tappe del viaggio perché sarò libero di spostarmi e sostare ovunque voglia: non dormirò mai in rifugi o alberghi, cucinerò con un fornellino, in poche parole sarò perfettamente libero. Gli unici contatti con la civiltà li avrò durante i rifornimenti di viveri lungo la strada e nei pochi paesi.
L’itinerario subirà sicuramente variazioni rilevanti secondo l’umore e gli imprevisti, grossomodo sarà questo:

  • La partenza da Torino è stimata per gli ultimi giorni di luglio. Mi dirigerò verso le Alpi e la Svizzera, poi toccherò l’Austria, Monaco e di nuovo a nord verso Berlino, da dove il 4 Agosto partirà l’aereo che mi porterà sull’isola.
  • Il punto di partenza nell’isola sarà Keflavik, da lì mi dirigerò verso est, seguendo la ring road in senso antiorario.
    La prima sfida sarà di addentrarmi nel parco naturale dell’Hekla (Stong e Landmannalaugar). Scenderò poi sulla 1 passando da Posmork e Seljalandsfoss.
    Continuando sulla 1 incontrerò Skogafoss, e Dyrholalaey, per poi pedalare tra le pendici del Vatnajokull.
    Dopo gli iceberg dello Jokulsarlon, farò un’unica tirata verso Myvatn, Dettifoss e Husavik, nel nord del paese. Godafoss, Akureyri dopodiché percorrerò in assoluta solitudine la F35, la strada improvvisata che taglia in due l’isola. Il circolo d’oro e Reykjavik saranno il gran finale del lungo viaggio in terra islandese.
  • Dopo l’avventura nell’isola, il viaggio non finirà, infatti, da Francoforte dovrò tornare in patria attraversando la Francia.
    La stima dei chilometri è di 4000.

L’attrezzatura

gabriele-saluci-biketour-2001-islanda-5Anche se la bicicletta sarà la compagna di questo lungo viaggio, non ho avuto molta cura nello sceglierla; se avessi speso una cifra considerevole non sarebbe rimasto nessun fondo per il viaggio, per cui ho preferito scegliere prodotti dozzinali ma affidabili.

Non sono un ciclista, non curerò la tecnicità dell’impresa; partirò in bici per l’amore della tranquillità e dell’attività fisica.
Ho montato un portapacchi posteriore sul quale è agganciato un tris di borse per un volume totale di 60Lt (sono pochi se si considera che devo portare vestiario estivo e “infernale”, i ricambi, attrezzatura da campeggio e i viveri necessari per superare l’isolamento assoluto).
Nella bici sono montate gomme da strada, ma porterò con me un treno di gomme chiodate che monterò arrivato nell’isola.

Per quanto riguarda la navigazione, non disporrò di Gps ne di altra strumentazione elettronica, solamente una cartina dell’Islanda in scala 1:400.000 della Freytag & Berndt -la più dettagliata che c’è- per quanto riguarda la strada fino a Berlino, chiederò indicazioni.
Sul posto disporrò delle informazioni delle guide Lonely Planet e prima di partire, con viaggioinislanda.it, valuteremo le mete più significative in modo da non perdere attrazioni importanti e ottimizzare il viaggio.

A questo punto penserete che le giornate durante il viaggio saranno tutte uguali: in effetti, quotidianamente dovrò sottopormi a una decina di ore di pedalata. Non sarà però una tortura: il tempo in sella sarà distribuito comodamente nell’arco dell’intera giornata (le 24 ore di luce continua in questo aiuteranno).
Quando non pedalerò, avrò tutto il tempo per godere indisturbato dello spettacolo della natura in luoghi in cui sarò completamente fuori dal mondo e da qualsiasi legge, in completa pace e tranquillità.

La stanchezza accumulata durante i giorni mi farà godere maggiormente degli attimi di riposo, del cibo, dei panorami: tutti i piaceri saranno amplificati dallo stato di stanchezza cronico.

gabriele-saluci-biketour-2001-islanda-6L’unica vera difficoltà di cui mi rendo conto, sarà il fattore clima: le possibili piogge torrenziali e i forti venti saranno in grado di rendere l’impresa molto difficile.
Un vecchio detto islandese dice: se non ti piace il tempo aspetta 10 minuti, vedrai che peggiorerà.

L’aspetto più fastidioso del cattivo tempo, non è pedalare sotto l’acqua scrosciante ma quello di rifugiarsi dentro la tenda umida con l’attrezzatura bagnata: immaginate di dormire dentro un sacco a pelo bagnato con una temperatura di 5C°, cucinare sotto la pioggia e non potersi asciugare per l’intera nottata: questa è l’unica cosa di cui sono preoccupato e a cui non trovo soluzione.

Chiunque voglia informazioni più dettagliate, darmi consigli o pareri, può scrivermi attraverso facebook o il mio sito, sarò lieto di rispondere personalmente a tutti!
Il vostro interesse è l’animo del viaggio: tramite la mia pagina twitter e facebook e quelle di viaggioinislanda troverete sempre nuovi aggiornamenti sulla preparazione del viaggio fino alla partenza, e successivamente aggiornamenti sull’impresa.

Sono questi i piaceri da condividere, soprattutto per tutti coloro innamorati di questa terra così misteriosa, e, se siete capitati da queste parti, sicuramente starete organizzando una trasferta nell’isola delle pulcinelle di mare, per cui… Buona fortuna anche a voi se non ci dovessimo incontrare.