Nel Mondo la religione ha sempre avuto un ruolo focale nelle culture dei popoli e nello sviluppo sociopolitico delle varie regioni; anche in Islanda l’aspetto religioso ha dettato i tempi e i ritmi della storia di questa particolare e giovane isola.

La domanda che possiamo porci, tuttavia, è questa: come nascono le religioni? come mai abbiamo l’esigenza di credere a qualcosa di sovrannaturale? La risposta a queste domande risiede proprio nella storia dell’uomo. Fin dai tempi del Paleolitico, l’uomo ha sempre cercato di spiegare eventi naturali che lo sorprendevano e per i quali non aveva spiegazioni: incendi, fulmini, tuoni, tempeste, terremoti, eruzioni vulcaniche, particolari fenomeni astronomici ecc.; l’esigenza di capire a cosa sono dovute queste particolarità naturali ha portato l’uomo a dare responsabilità ad esseri onnipotenti e sovrannaturali. L’esistenza di più figure divine che gestivano le varie situazioni naturali iniziò a comparire molto presto all’interno delle tribù primitive.
Non solo, l’uomo ha sempre cercato risposta a domande come “cosa ci facciamo qui su questa Terra?”, “qual è lo scopo della mia esistenza?”, oppure “cosa succede una volta che il mio corpo smette di vivere?”. Queste domande non hanno mai avuto risposta e, anche oggi, continuano a imperversare nelle menti di ognuno di noi.
Le religioni, attraverso miti, teorie e leggende, hanno cercato di dare risposte e spiegazioni portando l’uomo ad affidarsi completamente ad esse: questo ha giocato un ruolo essenziale per gli sviluppi politici, economici e sociali del Mondo intero.

I vichinghi e la mitologia norrena

Nonostante i primi frequentatori in Islanda fossero monaci irlandesi, durante i primi secoli del I millennio d.C., furono i primi coloni scandinavi (vichinghi) tra il IX e il X secolo d.C. a portare la religione in Islanda; la mitologia norrena sbarcò, pertanto, sulle coste islandesi e divenne il collante principale tra i primi villaggi di vichinghi.

Nei prossimi capitoli apriremo una parentesi sulla religione norrena e sulle loro credenze.

Le informazioni sulle teorie della religione norrena le abbiamo grazie ad alcune saghe e scritti, una su tutte è la saga denominata “Edda” e attribuita a Snorri Sturluson, poeta, scrittore, politico e rampollo degli Sturlungar, una stirpe che ha giocato un ruolo molto importante per la storia d’Islanda tra gli inizi del 1200 e il 1300 (si veda Storia d’Islanda).

Secondo Snorri, gli Asi (dèi norreni) provengono da 12 sovrani che, in seguito alla Guerra di Troia, dall’Asia minore si dispersero in varie parti del Mondo, da qui il termine “Asi”. Odino, conosciuto come il Padre degli dèi norreni, fa parte di questa stirpe e, in questa dispersione, migrò a nord e si stabilizzò nei territori scandinavi.

La teoria della creazione norrena e i nove mondi

Secondo gli scritti per i norreni, all’origine dei tempi, cielo e terra non esistevano; esisteva il nulla primordiale denominato Ginnungagap: questo vuoto rappresentava una sorta di luogo intermedio situato tra la pioggia proveniente dal regno settentrionale delle nebbie e dei gelidi fiumi velenosi e il regno meridionale delle faville del fuoco (Muspelllsheimr). In questo “non-luogo” ghiaccio velenoso e fuoco si annullarono permettendo alla brina sciolta di formare la vita e, con essa, il primo essere vivente: il gigante Ymir.
Dal sudore del braccio destro di Ymir crebbero un uomo e una donna, mentre dall’unione dei due piedi nacque la razza dei Giganti della brina. Ymir crebbe nutrendosi dei quattro fiumi del latte che sgorgavano dalle mammelle della mucca primordiale, Auðhumula: quest’ultima, leccando le pietre salate della brina, dette la vita ad un essere bello e potente, Buri, che generò Borr, il quale accoppiandosi con la gigantessa Bestla concepì tre figli: Odino, Vìli e Vè, tre uomini conquistatori del Mondo.
Ymir era malvagio, pertanto i tre lo uccisero: il sangue di Ymir annegò i Giganti della brina, tranne Bergelmir, fondatore della stirpe dei Giganti.
Gettato Ymir nel Grande Abisso, gli Asi crearono il Mondo di cui divennero i dominatori: dalla carne generarono la terra, dal suo sangue i mari, i laghi e i corsi d’acqua, dalle ossa le montagne, dai denti le pietre, dal cranio il cielo, retto da quattro nani in funzione dei cardini (Austri, Vestri, Norði, Suðri, i quattro punti cardinali), dal cervello le nubi e dalle ciglia la fortezza di Miðgarðr, la Terra di Mezzo, mentre dalle scintille che sprizzavano da Muspellsheimr essi crearono gli astri.

Snorri Sturluson, nei suoi scritti, menziona anche il grande frassino Yggrasil: un enorme albero della vita che gli Asi hanno creato e hanno posto al centro dell’universo. Tra i rami e sulle radici di questo albero vengo posti ben 9 mondi.
Nelle parti superiori del frassino ci sono il mondo di Ásahemir, la terra degli Asi, dove è situata la fortezza di Asgarð, poi c’è Álfheimr, il mondo degli elfi della luce, il mondo di Vanaheimr, il regno dei Vani, luogo di fertilità; al centro dell’albero troviamo Miðgarð, la Terra di Mezzo, dove dimorano gli uomini; andando verso le radici troviamo Jotunheimr, il regno dei Giganti, sempre in guerra con gli dèi norreni e sempre malvagi, Niflheimr, il mondo del gelo o della nebbia secondo le visioni, Músplessheimr, il regno del fuoco, Svartálfaheimr, il mondo degli elfi oscuri e dei nani, infine c’è Helheimr, il mondo degli inferi. Questi nove mondi costituiscono l’universo per i norreni.

Il Valhalla e la morte dei valorosi guerrieri

Per i vichinghi la morte rappresentava solo un passaggio verso un altro di questi nove mondi, ovvero Asgarð. Morire in battaglia o valorosamente compiendo i propri doveri in vita dava l’opportunità di accedere a un salone intermedio: qui avverrà lo scontro finale che consentirà di accedere al palazzo di Odino e banchettare con gli dèi..
Il Valhalla è costituito da 540 porte, così grandi da lasciar passare 800 persone alla volta. I guerrieri o le guerriere verranno accompagnati dalle Valchirie, tredici ancelle guerriere che servono direttamente Odino e che avranno il compito di servire a tavola i caduti in combattimento (einherjar). Secondo Snorri Sturluson, le Valchirie venivano inviate da Odino sui campi di battaglia in modo da scegliere i migliori combattenti e condurli nel Valhalla.
I caduti in battaglia venivano nutriti con la carne del verro Sæhrímnír, che si riforma ogni volta e non finisce mai; il vino, inoltre, era nutrimento sacro che costituiva sia bevanda sia cibo. Infine, gli einherjar venivano dissetati con il prezioso idromele che sgorga dalle mammelle della capra Heiðrún, che bruca le foglie dell’albero sacro Læraðr, dal quale trae il nutrimento anche il cervo Eikpyrnir, i cui palchi producono enormi gocce che alimentano i vari fiumi delle terre abitate dagli Asi.
Odino se ne stava seduto sul suo trono con due corvi, Huginn e Muninn (Memoria e Pensiero), che ogni sera si posavano sulla spalla del Padre degli Dèi per raccontargli quello che succedeva nel Mondo.

Il Crepuscolo degli dèi e il Ragnarokkr

Sempre secondo ciò che ci ha lasciato Snorri Sturluson, il Crepuscolo degli Dèi verrà preannunciato da un lungo gelo: abbondanti nevicate e venti gelidi non lasceranno godere del tepore del sole, dando vita a un inverno infinito, il Fimbulvetr.

Durante questo lunghissimo inverno, il Mondo sarà dilaniato da lotte fratricide, violenze e incesti; secondo la “Profezia dell’Indovina” due lupi divoreranno Sole e Luna, le stelle spariranno dal cielo, gli alberi saranno sradicati e le catene spezzate, così da liberare il lupo gigante Fenrir. Verso la terra si sposterà la Serpe di Miðgarð, provocando l’esondazione degli oceani (la Serpe e il Lupo sono figli di Loki); la nave dei cadaveri, la Naglfar, fatta con le unghie dei morti si libererà dai suoi ormeggi guidata dal gigante Hymir. I due figli di Loki avanzeranno l’uno accanto all’altro seminando terrore: Fenrir, con le fauci spalancate dalla terra al cielo esalando fiamme dagli occhi e dalle narici, la Serpe soffiando veleno nell’aria e nell’acqua. Il ponte Bifrost crollerà sotto il peso dei figli del fuoco di Muspell guidati dal Gigante Surtr, Loki e i figli, i Giganti della Brina e i compagni di Hel, il signore degli inferi. La reazione degli Asi non si farà attendere, Heimdallr suonerà il corno e darà vita ad una guerra dove sangue, terrore e morte distruggeranno il Mondo.
Dagli dèi che sopravviveranno giungerà il nuovo Mondo; dal bosco di Hoddmímir, dove si erano nascosti due esseri umani, Líf e Leifþrasir dalle fiamme di Muspell, nutrendosi di rugiada, giungeranno i nuovi discendenti a popolare tutto il Mondo.

IL CRISTIANESIMO IN ISLANDA

Agli inizi dell’anno 1000, le influenze cristiane iniziarono a raggiungere anche l’Islanda; i vichinghi, durante l’estate, visitavano molto spesso monasteri e abbazie delle varie zone che razziavano, specialmente la Gran Bretagna (Scozia e Irlanda). Il contatto con i prigionieri, che si portavano via come schiavi, e con queste realtà portò la religione Cristiana a serpeggiare tra i norreni.
Già nel X secolo cominciarono le prime conversioni, tant’è che ben presto la comunità Cristiana iniziò a crescere.

In seguito a varie dispute tra credi diversi, l’Alþingi fu costretto a prendere le redini della situazione; fu nominato uno dei capi tribù come Þorgeirr Ljósvetningagoði, ovvero colui che doveva decidere per le questioni religiose e appianare le divergenze su questo tema: una sorta di arbitro religioso.
Ben presto fu deciso che l’intera nazione si doveva convertire al Cristianesimo; fu consentito ai pagani di svolgere le proprie funzioni religiose in gran segreto.

Nel 1056 fu nominato il primo Vescovo Islandese, Isleifr Gizurarson: la celebrazione di tale nomina fu curata dal Vescovo Adalberto di Brema.

Dopo la Sturlungagold (l’epoca degli Sturlungar), che invitiamo a leggere nell’articolo legato alla Storia d’Islanda, alla fine del 1200, l’Alþingi iniziò ad avere difficoltà a mantenere il potere legislativo e giudiziario che, gradualmente, passò in mano alle autorità ecclesiastiche. I due Vescovi islandesi della regione di Skalholt (sud) e Holar (nord) cominciarono ad acquistare terre a spese dei vecchi capi tribù: le due diocesi iniziarono a crescere a dismisura ponendo influenza politica, economica, legislativa e giudiziaria sull’intera isola; l’Islanda era completamente in mano alle autorità religiose.

Il cattolicesimo andò avanti fino al 1537, quando il Re di Danimarca Cristiano III introdusse il Luteranesimo come religione di Stato, religione che fu imposta anche all’Islanda, che faceva parte del Regno di Danimarca. Nel 1541 per quanto riguarda Skaholt e nel 1550 per Holar, i due Vescovi furono catturati e decapitati: il Luteranesimo fu istituito anche in Islanda.

Da allora fino ad oggi la religione ufficiale islandese è il Luteranesimo: tuttavia, da circa 2 secoli in Islanda vige una profonda libertà di culto; nonostante la maggior parte delle chiese siano luterane, esistono centri di culto anche di altre religioni e una piccola parte della popolazione islandese è ancora pagana e politeista, ma di questo ultimo punto parleremo in un altro capitolo.